mercoledì 18 gennaio 2017

Riconoscimenti a Marina Alaimo e Gino Sorbillo

Lunedì 16 gennaio nel corso dell' Evento culturale organizzato dal Lions Club Napoli Svevo presso l'Istituto Italiano Studi Filosofici a palazzo Serra di Cassano sono stati presentati i libri "Pinzillacchere" di Raffaele Zocchi e "La Napoli che non muore " di Gianfranco Bellissimo e Costantino Maria Casilli dove gli Autori mettono in evidenza molti personaggi ed attività che funzionano bene nella nostra amata città e che sono delle vere e proprie Eccellenze. Il libro quindi parla di incontri con titolari di queste attività, ed anche tanto di Napoli, delle sue bellezze e ricchezze sia storiche, sia naturali che culturali.


martedì 17 gennaio 2017

DA SAN SEBASTIANO A SANT’ANTONIO CON I SAPORI DI CASA, INSIEME PER IL DORMITORIO”


Gourmet di beneficenza dal 17 al 20 gennaio col patrocino del Comune di Brusciano: quattro serate di solidarietà organizzate dalla Comunità interparrocchiale bruscianese in occasione delle festività del santo patrono San Sebastiano Martire per dare un tetto a chi si trova in difficoltà. Rinomati chef e virtuosi artisti solidali renderanno speciali gli appuntamenti in calendario.

La raccolta benefica intende coinvolgere l'intera comunità attraverso proposte di qualità e di buona cucina ed eventi artistici. Il fine ultimo ed altamente meritorio è quello di creare un fondo monetario ristrutturare l'edificio antistante la parrocchia di Santa Maria delle Grazie, in modo da destinarla a dormitorio di prima accoglienza per le persone in stato di emergenza abitativa.

Il programma prevede il 17 gennaio un percorso degustativo di Alta Cucina: chef e pasticceri rinomati offriranno prodotti gastronomici ideati e realizzati personalmente per l'occasione. Ci saranno esibizioni di artisti locali e il comico Antonio Manganiello presenterà il suo live show.

Ristoranti, pasticcerie e attività che hanno dato la loro adesione per la prima serata, il 17 gennaio 2017: “DON ALFONSO 1890” rappresentato da Mario Iaccarino con gli chef de partie Tommaso Foglia e Valerio Giuseppe Mandile; in brigata anche Michele Vermiglio. “QUATTRO PASSI” con Valentino Buonincontri; “TAVERNA VESUVIANA” con Alfonso Crisci; “TORRE DEL SARACINO” con Gennaro Esposito; “PASTICCERIA DE VIVO” con Vincenzo Faiella; “ROJI” con Francesco Franzese e Al Pochynok; “IL MOERA” con “Francesco Fusco”; “PASTICCERIA GALLUCCI” con Gennaro Langellotti; “OSTERIA LA LANTERNA” con Stefano Parrella; “PIAZZETTA MILU’ “con Luigi Salomone; “PASTICCERIA SCARAMURE’” con Vincenzo Scognamiglio; “TAVERNA ESTÍA” con Francesco Sposito; “AMOR MIO” con Vincenzo Toppi; Azienda vinicola “MASSERIA FRATTASI”; “ANTICA MACELLERIA BUONANNO”

Per il 18 Gennaio è prevista una serata dedicata alla pizza con la presenza di pizzaioli rinomati del territorio. Previste esibizioni di scuole di ballo e di gruppi musicali locali. Il 19 Gennaio la Serata Panino. Nel menù panini e birra e soprattutto tanta musica: San Marco's band con il maestro Vincenzo Laudiero; il sassofonista Rocco Di Maiolo con il suo cd Neapolis, e in conclusione lo spettacolo del duo comico "i Parià" e la loro orchestra. Infine, il 20 Gennaio la Serata Contadina. A cura di ristoratori rinomati del territorio, assaggi di specialità contadine. Per la parte artistica, interverrà il tenore Lello Beneduce.

Per informazioni: 3271328659 insiemeperildormitorio@gmail.com

martedì 10 gennaio 2017

Sono gli “ndunderi” a rappresentare Ravello per il 2017

Così è chiamato il cioccolatino che rappresenterà Ravello nel mondo.
Una creazione a quattro mani, data dallo chef Gian Marco Carli (Ristorante Il Principe di Pompei) e il pasticcere Gennaro Peluso (pasticceria “La goccia” di Pompei).

Il nome del cioccolatino prende ispirazione, per la sua forma, da una pasta artigianale tipica della provincia di Salerno, gli ndunderi, di forma simili agli gnocchi.



Aggiungono gli chef:
 Nella preparazione del cioccolatino e nell’utilizzo degli ingredienti abbiamo poi pensato di onorare un’altra tipicità locale, l’autoctono vitigno Tintor. Ed è proprio il vino ottenuto da questo vitigno, in riduzione aromatica, a dare sapore al nostro cioccolatino. Per completare 
il tutto abbiamo inserito arance semi-candite e, per guarnire, abbiamo usato una classica chiave di violino in onore dell’ormai storico Ravello Festival”.


Votare per il cioccolatino “vincente” non è stato semplice per la giuria o che dovrà rappresentare la Città della Musica per l’anno 2017.

 Sette le praline arrivate in finale, tutte ugualmente buone e originali:
-          gli “Ndunderi di cioccolato” dello chef Gian Marco Carli e del Maestro Pasticciere Gennaro Peluso;
-          la "Sprucculiata" dall'executive chef Gianfranco Cioffi e dalla sua fidata collaboratrice Daniela Cioffi;
-         "Passione Ravello", la pralina creata dalla maître chocolatier Giulia Capece di Battipaglia;
-          "Profumo di Ravello", la creazione del cioccolatiere Gabriele Passarelli;
-          il "Tartufo ripieno di melanzana" dello chef Amedeo Carannante;
-     la “Pralina al pistacchio” dell’artigiano perugino Fausto Ercolani;
-     il "Ciocco Mandarino" dello chef Gabriele Martinelli.

Il cioccolatino vincitore del Ravello Chocolate Festival è stato votato nella serata dell’8 gennaio, presso l’albergo Bonadies. La giuria composta dal sindaco di Ravello, avv. Salvatore Di Martino, dalla giornalista Simona Buonaura e al presidente dell’associazione “Notte Ravellese” (organizzatrice del Festival), Suita Carrano, inoltre tre grandissimi protagonisti del mondo della pasticceria italiana: i Maestri Giuseppe Daddio e Aniello Di Caprio (entrambi della scuola Dolce & Salato di Maddaloni) e il Maestro Paolo Fulgente.



giovedì 29 dicembre 2016

“Sfogliacampanella”, primo store in Italia di “dolcezza napoletana”

Una travolgente dolcezza di tradinnovazione napoletana  lunedì 2 gennaio 2017 alle ore 19:00.


"Sfogliacampanella”, il primo store in Italia esclusivamente dedicato al dolce 2 in 1 che ha già “ammaliato” i palati di migliaia di napoletani e non: una sfogliatella a forma di campana, isolata all’interno con uno strato di cioccolato, farcita con una raffinata crema di ricotta e con il cuore di babà.
Per ora queste, le varianti ufficiali: cioccolato (fondente o bianco), pistacchio, arancia, panettone e caffè.

Ogni morso, strato dopo strato, gradualmente si rivela nel suo carattere e per il palato diviene un’esperienza sorprendente. Questo dolce, nelle fase “Taste test”  ha dolcemente sorpreso tutti gli assaggiatori, ovunque sia stato svolto il test: a Piazza Garibaldi (presso SfogliateLab, negozio cult della pasticceria napoletana), e alle fiere in cui è stata presentata (persino a Milano!).

Un prodotto veramente esclusivo, firmato da Vincenzo Ferrieri (figlio di Salvatore, fondatore di SfogliateLab) che, per l’apertura del primo store, ha voluto come socio il nipote Antonio.

La nuova sede ubicata nel cuore del centro storico partenopeo in via San Biagio dei Librai 110 a Napoli, sarà un punto vendita e “show cooking“, dove si potrà scegliere la variante da acquistare e provare al momento, potendo anche usufruire di uno spazio dedicato in cui verrà mostrato, live, il procedimento per la realizzazione di queste dolcissime delizie.
A completamento del contesto, è previsto un angolo bar, in cui è possibile gustare un buon espresso napoletano.

La sfogliatella
La sfogliatella è nata intorno al 1600 nel monastero di Santa Rosa (ubicato in Campania, tra Furore e Conca dei Marini). La leggenda narra che una suora addetta alla cucina si accorse che era avanzata un po’ di semola cotta nel latte, così vi aggiunse un po’ di frutta secca, del liquore al limone e lo zucchero e realizzò un gustoso ripieno. Preparò quindi due sfoglie di pasta per contenerlo. Infine, per conferire al dolce un aspetto caratteristico, plasmò la sfoglia dandole la forma di un cappuccio di monaca e infornò il tutto. Nacque così la Santarosa, la cui ricetta fu tenuta segreta fino all’’800 quando una suora la rivelò al suo amante pasticciere.

Sfogliatelab: il tempio della ristorazione easy a Napoli
Una lunga tradizione di famiglia quella di Salvatore Ferrieri, che segna la nascita di un nuovo modo di intendere la gastronomia a Napoli e non solo. Il bisnonno gestiva un bar nella storica Via Foria, mentre il nonno era nel settore macelleria. Negli anni 70 i suoi genitori fondarono  “Gastronomia Tedesca”, antesignano del pub e primo locale a proporre a Napoli un food veloce ed insolito, come il panino con wurstel e crauti. Con la stessa dedizione e passione per la cucina Salvatore lavorò con il padre fi­n da quegli anni, per farsi poi promotore nel tempo di una gastronomia diversa, ma altrettanto ricercata. Si apre ad altri settori della cucina approdando con successo in quello della “ristorazione tuttotondo”, ovvero quella di SfogliateLab, che unisce i piatti della tradizione napoletana alla pizzeria e ad una straordinaria pasticceria artigianale.


Sfogliacampanella
Opening: 2 gennaio 2017, ore 19
via San Biagio dei Librai, 110 (Napoli)
www.sfogliatelab.it
FB: Sfogliatelab Tentazioni Partenopee
 Sfogliacampanella

martedì 27 dicembre 2016

Carne? ... meglio quella di bufala!

"La bufala campana fornisce delle ottime carni dal contenuto di grassi mediamente inferiore da quello dei bovini più comunemente consumati e questo può avere un impatto considerevole sui livelli plasmatici di colesterolo di chi l’assume, che sono legati alla quantità di grassi introdotti nella dieta, in particolare quelli di origine animale - ha precisato il dr. Bianchini - Alti livelli di colesterolo aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, nella nostra società prima causa di mortalità.
Per questi motivi spesso sono stati messi all’indice i prodotti caseari che invece rappresentano una valida fonte di proteine nobili e calcio e possono essere inseriti in un programma nutrizionale equilibrato anche due o tre volte la settimana".

Quindi è bene stare attenti a ciò che si consuma... "siamo quel che mangiamo".



venerdì 23 dicembre 2016

Natura, profumi, sapori e “aromi di vini”, doni di un territorio unico al mondo, il Vesuvio.

Chi come me ha vissuto negli anni ’60 sa bene che sulle tavole, e non solo quella dei contadini, un buon fiasco di vino non doveva mai mancare, quasi sempre era frutto dell’amore e la cura per il proprio vigneto. Eh, si, ricordi di tempi che furono, tempi di cose semplici, di cose naturali, cose naturalmente autentiche, perché fatte da persone semplici, ma vere.

Anche se oggi le cose sono abbastanza diverse, la voglia di sorseggiare un buon vino per vivere un momento emozionante, non è mutata. Ragion per cui, nei tempi moderni, il “bere del vino” non deve tradursi in una pratica di mera banalità.
La bevuta di un ottimo calice di vino, oggi dovrebbe essere una pratica ritualizzata, che si concretizza nella ricerca della storia che lega un determinato vino ad un luogo, per creare, così quella particolare atmosfera in cui, brindando, si consuma un’insostituibile emozionante momento.

Pensando ad un buon vino mi viene in mente il concetto di autenticità, ovvero, quell’unicità legata alla qualità intrinseca di un dato prodotto. Quindi, vivere un momento “magico”, spesso vuol dire avere la giusta consapevolezza di cosa c’è dietro ad ogni acino di uva premuto e contenuto nella bottiglia appena stappata.

Tra i miei tour alla “scoperta” del territorio ho fatto tappa ad Ercolano nell’Azienda Vinicola Sannino. Una realtà territoriale che affonda le proprie radici agli inizi del ‘900, epoca in cui Aniello Sannino, con il suo piccolo vigneto alle falde del Vesuvio, produceva un eccezionale vino destinato per lo più alla borghesia del Miglio d’Oro.

Nell’immediato secondo dopoguerra, il figlio Antonio, primogenito di Aniello, realizzò la prima linea di imbottigliamento e l’etichettatura, valorizzando così i propri vini, frutto di vitigni millenari quasi dimenticati quali il Piedirosso, il Caprettone, la Falanghina e l’Aglianico del Vesuvio.
A partire dagli anni ’80, l’azienda ottiene il riconoscimento del marchio DOC e IGT su tutta la produzione.

L’azienda Vinicola Sannino si dedica alla produzione di vini storici e tipici dell’area Vesuviana, quali il Lacryma Christi D.O.C. Rosso, il Lacryma Christi  D.O.C. Rosato, il Lacryma Christi D.O.C. Bianco, il Piedirosso Pompeiano I.G.T, l’Aglianico Campania I.G.T., la Falanghina Campania I.G.T. e la Coda Di Volpe Pompeiano I.G.T.; inoltre produce Gragnano D.O.C. della penisola Sorrentina oltre alla Falanghina Campania I.G.P. Frizzante, ultimo nata in casa Sannino.




Concludo affermando che, solo la conoscenza profonda di ciò che si sta bevendo può trasformare un momento semplice, in un momento particolare, se poi esso è consumato in buona compagnia diventa un piacere unico. 

martedì 20 dicembre 2016

120 anni di dolcezza ad Avella

Ebbene sì, la Pasticceria Pesce ha deliziato il palato di molte generazioni.

Domenica scorsa 18 dicembre ad Avella (Av) la nota pasticceria ha festeggiato la sua ultracentenaria attività di ininterrotta dolcezza. Nata nel 1896, la pasticceria ha visto quattro generazioni di Maestri pasticcieri, utilizzare quintali di farina, di zucchero, di burro, litri di latte e centinaia di migliaia di uova fresche per infinite delizie e dolcezza che hanno caratterizzato le varie epoche.

L’attuale attività di arte dolciaria è gestita con grande passione da Pasquale Pesce, figlio di Ernesto, che a sua volta l’aveva ereditata da suo padre e negli anni la Pasticceria si è sempre distinta per il suo profilo di alta qualità.

Pasquale Pesce ha accolto amici, parenti, conoscenti, clienti, blogger e giornalisti nella sede che recentemente ha aperto via G. Leopardi (località Cooperative), ad Avella, e per festeggiare i “120 anni di dolcezze” ha approntato una gigantesca "Cassata avellana", golosa specialità ultima nata della casa, sormontata di pregiate nocciole abellanae, una versione tutta territoriale rispetto alla classica siciliana, che, invece della frutta candita, utilizza le  nocciole, il pregiato ed antico prodotto di eccellenza locale da cui la cittadina prende il nome.

C'è stata, inoltre, una degustazione di Panettoni artigianali, dagli intensi profumi e la soffice consistenza in grado di rievocare le dolci memorie delle feste, realizzati nel rispetto della lunga tradizione familiare tramandata di padre in figlio.
Lievito madre, burro e tuorli in abbondanza danno corpo ad un impasto soffice e di bella fragranza, all’interno del quale trovano posto ove le amarene, ove le squisite albicocche del Vesuvio, ove l'uvetta, il cedro diamante e canditi all'arancia per la versione classico Milano. La copertura è una bianca glassa di pasta di mandorle e mandorle tostate. 

Genuinità e tradizione, selezione attenta delle materie prime e ingredienti 100% naturali, sono la filosofia produttiva della Pasticceria Pesce. Per cui semilavorati e scorciatoie produttive risultano bandite dal processo produttivo. Uova fresche, rotte una ad una ancora a mano; latte intero, burro, mandorle, nocciole abellanae, amarene e cioccolato fondente sono solo alcuni degli ingredienti utilizzati ogni giorno per creazioni di tipica tradizione locale avellana come le sfogliatelle o le code di aragosta, lavorate ancora a mano. 

La limitata produzione di panettoni, avviene solo nei mesi di novembre e dicembre.

Brindisi finale e caldarroste hanno chiuso la serata.




Pasticceria Pesce 1898

Avella, via G. Leopardi (località Cooperative)